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Raffaele Rizzo - Avvocato a La Spezia

L'onere della prova a carico del ricorrente - principio di non contestazione - decadenza rilevabile d’ufficio - Sentenza Cassazione n. 13436 del 30 giugno 2016

Nella sentenza in esame, durante il giudizio di merito iniziato nel 2011 è cioè prima della riforma dell’art.244 c.c., Il presunto padre aveva introdotto il giudizio per il disconoscimento di paternità dichiarando di aver ricevuto la confessione dell’adulterio dalla moglie e di avere eseguito le analisi del DNA dalle quali risultava certa la non paternità rispetto alla figlia.

Nell’azione di disconoscimento di paternità il termine annuale di decadenza dopo la riforma del art.244 c.c. come modificato dall’art. 18 D.lgs. n. 154 del 2013, decorre dal giorno in cui il marito sia venuto a conoscenza dell’adulterio della moglie e tale norma riformata si applica anche ai giudizi iniziati ante-riforma.

Nel giudizio di merito parte convenuta non aveva contestato i fatti descritti dall’attore, ma la Suprema Corte precisa che il principio di non contestazione non esclude, che il giudice possa e debba esaminare gli atti e i documenti del giudizio prodotti dalle parti per rilevare d’ufficio, se del caso, la decadenza dell’azione. Nel caso in esame non era chiaro, anche se non contestato da parte convenuta, quale fosse il dies a quo dal quale far decorrere l’annualità per la maturazione della decadenza, in quanto l’attore ha indicato due circostanze in tempi diversi (la confessione della moglie e  le analisi del DNA). La Cassazione ha rinviato la causa in Corte di Appello per consentire al giudice di merito, di verificare in base agli atti di causa se, la decadenza dell’azione, anche se non eccepita dalla controparte, debba essere dichiarata di ufficio.