CONSULENZA ED ASSISTENZA LEGALE IN DIRITTO CIVILE E COMMERCIALE
Raffaele Rizzo - Avvocato a La Spezia
 
Quali sono le principali obbligazioni e le responsabilità previste per il mediatore?

L'art. 1754 c.c definisce mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza. L'obbligo principale che deve osservare il mediatore è l' imparzialità e l'indipendenza nei confronti delle parti che deve mettere in relazione, intesa come assenza di ogni vincolo di mandato, di prestazione d'opera o di qualsiasi altro rapporto che in qualche modo possa legarlo e farlo dipendere giuridicamente ad una delle parti.

Il mediatore per poter esercitare l'attività professionale deve essere iscritto al ruolo dei mediatori istituito presso le C.C.I.AA, inoltre deve osservare il cosiddetto obbligo di informazione, cioè deve comunicare alle parte le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell'affare che possano influire sulla conclusione di esso. L'ampia responsabilità del dovere di informazione comprende sia l'omessa comunicazione di circostanze che avrebbero indotto la parte a non concludere l'affare che l'omissione di circostanze che avrebbero indotto la parte a concludere il contratto a condizioni differenti. Il mediatone risponde dell'autenticità della sottoscrizione delle scritture e dell'ultima girata dei titoli trasmessi per il suo tramite (art. 1759 2° comma c.c.).

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Quando spetta la provvigione al mediatore?

Presupposto fondamentale per poter ottenere la provvigione sulla mediazione effettuata è essere regolarmente iscritto al ruolo dei mediatori istituito presso le C.C.I.AA previsto dalla Legge 3 febbraio 1989 n.39, infatti in caso di mancata iscrizione il mediatore perde il diritto alla provvigione e nel caso l'avesse ricevuta è tenuto a restituirla.

La provvigione sulla mediazione è dovuta al mediatore tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia causa dell'attività di intermediazione posta in essere, è sufficiente a titolo esemplificativo che il mediatore abbia messo in relazione tra loro compratore e venditore. Anche la semplice attività di reperimento o indicazione dell'altro contraente, come l'indicazione specifica dell'affare, seguita dall'effettiva conclusione dell'affare determina il diritto alla provvigione.

La misura della provvigione e la proporzione in cui deve gravare su ciascuna delle parti è determinata dalle tariffe professionali o dagli usi, e in mancanza dal giudice secondo equità.

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Il mediatore ha diritto al rimborso delle spese sostenute?

Si, l'art. 1756 cc attribuisce al mediatore il diritto al rimborso delle spese sostenute, salvo patti o usi contrari, anche se l'affare non è stato concluso.

Il rimborso dovrà essere effettuato a cura della persona per incarico della quale le spese sono state eseguite.

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Quali sono le principali obbligazioni per l'agente nel contratto di agenzia?

Secondo quanto disposto dall'art. 1742 c.c. con il contratto di agenzia l'agente assume stabilmente l'incarico di promuovere, per conto di un determinato preponente la conclusione di contratti in una determinata zona. L'obbligazione principale dell'agente è quella di promuovere nella zona assegnata la conclusione di contratti (molto spesso promuove la vendita di prodotti) in favore del soggetto che lo ha incaricato. L'agente quando riesce ad ottenere "ordinazioni" dai clienti, deve provvedere ad inviarle al preponente, in modo che quest'ultimo possa redigere il contratto definitivo per la vendita. L'art. 1752 c.c., prevede espressamente che il preponente possa conferire all'agente per mezzo di procura, il potere di rappresentanza, in questo caso potrà provvedere autonomamente alla conclusione dei contratti.

Il rapporto che si instaura tra l'imprenditore preponente è generalmente fondato su un contratto di durata a tempo indeterminato con diritto di recesso per ciascuna delle parti (art.1750 2 comma c.c).

Nell'ipotesi invece di contratto a tempo determinato dovrà essere indicata la data di scadenza del contratto.

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Quando spetta la provvigione all'agente?

Presupposto fondamentale per poter ottenere la provvigione è essere regolarmente iscritto al ruolo pubblico agenti e rappresentanti del commercio istituito presso le C.C.I.A.A, previsto dalla Legge 3 MAGGIO 1985, N. 204, infatti la mancata iscrizione comporta la nullità del contratto di agenzia e la conseguente impossibilità di agire giudizialmente per ottenere la provvigione.

La provvigione spetta all'agente per gli affari che hanno avuto regolare esecuzione (art. 1748 c.c.), la provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi direttamente dal preponente con clienti acquisiti in precedenza dall'agente, appartenente alla zona o categoria assegnata all'agente, salvo patto contrario (art.1748 c.2 c.c.). L'agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo lo scioglimento del contratto, se la proposta è pervenuta al proponente in data antecedente ovvero in un termine ragionevole dalla data dello scioglimento.

L'agente assume per intero il rischio della attività di agenzia e pertanto non ha diritto al rimborso delle spese sostenute (art.1748 c.c.).

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Cosa si intende per patto di non concorrenza nel contratto di agenzia?

Nel contratto di agenzia, le parti ai sensi dell'art. 1751 bis c.c , possono stabilire un patto di non concorrenza per la durata di 2 anni successivi alla cessazione del rapporto di agenzia, con il quale l'agente si obbliga a non stipulare un contratto di agenzia con un imprenditore preponente che abbia ad oggetto lo stesso settore, la stessa zona e la medesima clientela. In difetto di questo patto, una volta cessato il rapporto, l'agente riacquista la piena libertà di azione e può immediatamente riutilizzare il proprio portafoglio clienti acquisito in precedenza, per l'attività di promozione convenuta nel nuovo contratto di agenzia.

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