CONSULENZA ED ASSISTENZA LEGALE IN DIRITTO CIVILE E COMMERCIALE
Raffaele Rizzo - Avvocato a La Spezia
 
Cosa si intende per “ingiunzione di pagamento europea”?

Tale procedura semplifica e sveltisce le controversie transfrontaliere in materia di crediti pecuniari non contestati, riducendone i costi. Il regolamento CE n. 1896/2006 garantisce la libera circolazione delle ingiunzioni di pagamento europee all'interno di tutti gli Stati membri definendo norme minime la cui osservanza rende inutile qualsiasi procedura intermedia nello Stato membro di esecuzione in via preliminare al riconoscimento e all'esecuzione stessa.

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Cos’è una controversia transfrontaliera?

Una "controversia transfrontaliera" è una controversia nella quale almeno una delle parti abbia il proprio domicilio o risieda abitualmente in uno Stato membro diverso dallo Stato membro della giurisdizione adita. Il regolamento si applica a tutti gli Stati membri esclusa la Danimarca, in conformità del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce le Comunità europee.

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Come si introduce una richiesta di ingiunzione di pagamento europea?

Il regolamento prevede un modulo A per la domanda nel quale devono figurare gli elementi seguenti:

  • il nome e l'indirizzo delle parti o dei loro rappresentanti;
  • il nome e l'indirizzo del giudice cui è presentata la domanda;
  • l'importo del credito (capitale e interessi, penalità contrattuali e altre spese eventuali);
  • il fondamento dell'azione e una descrizione delle circostanze invocate come base del credito, nonché le prove a sostegno della domanda;
  • il carattere transfrontaliero della controversia.

La domanda firmata può essere introdotta su supporto cartaceo o mediante qualsiasi altro mezzo di comunicazione, anche elettronico, accettato dallo Stato membro nel quale l’ ingiunzione di pagamento europea è emessa ("Stato membro di origine") e che il giudice che la emette ("giudice di origine") sia in grado di utilizzare.

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Come si svolge il procedimento?

Il giudice a cui è presentata la domanda di ingiunzione di pagamento europea valuta quanto prima se siano soddisfatte le condizioni di ammissibilità (carattere transfrontaliero della controversia in materia civile e commerciale, competenza del giudice adito, ecc.) e se la domanda sembri fondata.

Qualora nel modulo della domanda non figurino tutti gli elementi necessari, il giudice dà al ricorrente la possibilità di completare o ratificare la domanda entro un determinato termine, a meno che essa non sia palesemente infondata o inammissibile. A tale scopo il regolamento prevede un modulo B.

Il giudice può sottoporre al ricorrente una proposta di modifica della domanda se essa soddisfa solo una parte delle condizioni previste. Il regolamento prevede all'uopo un modulo C. Entro un dato termine, il ricorrente è invitato ad accettare o a rifiutare la proposta di ingiunzione di pagamento europea relativa a un ammontare fissato dal giudice. Il ricorrente viene reso edotto delle conseguenze della propria decisione e trasmette la sua risposta rinviando il modulo.

Se il ricorrente accoglie la proposta del giudice, questi emette un’ingiunzione di pagamento europea per la parte della domanda che il ricorrente stesso ha accettato. Le conseguenze che ne derivano per la restante parte della domanda iniziale sono disciplinate dalla legislazione nazionale. Ove il ricorrente non rispetti il termine fissato dal giudice o rifiuti la proposta del giudice, questi respinge in toto la domanda

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In quali casi il giudice respinge la domanda?

Il giudice respinge la domanda qualora

  • le condizioni richieste non siano riunite;
  • la domanda non sia fondata;
  • il ricorrente non completi o rettifichi la domanda nel termine impartito;
  • il ricorrente non trasmetta la propria risposta nel termine stabilito o rifiuti la proposta del giudice.

Il giudice informa il ricorrente in merito alle ragioni del rigetto tramite il modulo D. Contro il rigetto della domanda non è possibile formare ricorso. Il rigetto non osta tuttavia a che il ricorrente faccia valere il proprio credito tramite una nuova domanda o attraverso qualsiasi altro procedimento previsto dall'ordinamento di uno Stato membro.

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Come prosegue il procedimento?

Il giudice emette l’ingiunzione di pagamento europea quanto prima, vale a dire - in linea di  massima - entro trenta giorni dall'introduzione della domanda.

Il convenuto viene informato che ha la possibilità di pagare al ricorrente l'ammontare del credito, oppure di opporvisi. In quest'ultimo caso, deve presentare opposizione dinanzi al giudice che l'ha emessa ("giudice di origine"). Il termine da rispettare per l'opposizione è di trenta giorni a decorrere dal momento in cui l’ingiunzione è stata notificata al debitore. Quando il convenuto si oppone, il procedimento prosegue dinanzi alle giurisdizioni dello Stato membro di origine secondo la procedura civile prevista nell'ordinamento nazionale, a meno che il ricorrente non abbia chiesto in tal caso l'estinzione del procedimento.

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